Bronzi Paolo

Vice Presidente WSCS (World Sturgeon Conservation Society)

14 febbraio

Sessione: PROSPETTIVE A BREVE E MEDIO TERMINE: L’ACQUACOLTURA FUTURA

Relazione: La storionicoltura e la produzione di caviale

La produzione di storioni e di caviale di allevamento è una pratica relativamente recente. In molti casi l’allevamento degli storioni ha costituito una alternativa a quello di specie che avevano perso parte del loro interesse commerciale o per diversificare le produzioni. Durante gli ultimi 35 anni però, la continua elevata domanda e una buona prospettiva per i mercati del caviale, insieme al drastico declino delle popolazioni naturali e alla conseguente protezione di queste specie altamente minacciate, ha reso la produzione di caviale di allevamento molto redditizia e ha portato gli allevatori ad allevare gli storioni principalmente per la produzione di caviale. Come di solito accade, guardando a questa redditività, altre entità sono entrate in questo business, sia nell’areale naturale degli storioni, sia in paesi dove gli storioni non sono presenti in natura (Sud America, Madagascar, Vietnam). Nel 2017 oltre 50 paesi con circa 2300 impianti sono coinvolti nell’allevamento di storioni, sia per la produzione di carne che di caviale, con produzioni stimate nel 2015 in circa 129.608 t di storioni, oltre 4 volte la produzione massima di pesca degli anni ottanta, ridottasi nel 2017 a 102.327 t di carne e 364 t di caviale, quest’ultima ancora lontana dalle 3.000 t della produzione dalla pesca degli anni ottanta. Leader nelle produzioni è la Cina, che dai primi anni 2000 è arrivata nel 2015 a produrre oltre 110.000 t di storioni, la maggior parte destinata al consumo, e nel 2017 oltre 100 t di caviale.  Questo sviluppo incontra mercati quasi impreparati. A causa dell’aumento dell’offerta e di quello non analogo del mercato, i prezzi sono nel tempo diminuiti e la redditività di questa attività, anche per il lungo periodo necessario per ottenere il caviale, sta diventando meno interessante e sono iniziate ad comparire le prime indicazioni di crisi, in parallelo a qualche segno di espansione del mercato. Sembra importante quindi informare le nuove generazioni, da tempo ormai lontane dall’uso del caviale come cibo accessibile, per renderle consapevoli di ciò che è il caviale e per creare un nuovo mercato diffuso. L’Italia è stata fra i primi paesi europei ad allevare storioni e a proporsi sul mercato con il caviale di allevamento. Nel 2017 risulta essere il terzo produttore di caviale d’allevamento al mondo con oltre 43 t, dopo Cina e Russia, e le sue produzioni sono in aumento. Importanti sono anche gli aspetti legati alla conservazione di queste specie, per le quali sono in corso di attuazione numerosi piani di azione nazionali. Nel novembre scorso è stato approvato dalla convenzione di Berna il Piano di Azione per gli storioni europei, che mira alla salvaguardia delle specie europee considerate a livello di areale di distribuzione. L’Italia ha ottenuto un discreto successo nella conservazione di una delle sue tre specie di storioni, lo storione dell’Adriatico Acipenser naccarii, grazie alla iniziale lungimiranza e costanza di un allevatore di trote.

 

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