Gasco Laura

#acquacoltura

Professoressa, Dip. Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari, Università degli Studi di Torino

Sessione: NUOVI MENÙ PER I PESCI

 Stato dell’arte e prospettive dell’uso degli insetti in acquacoltura

Laura Gasco1, Marino Prearo2, Marco Meneguz1, Genciana Terova3, Marco Saroglia3, Sergio Uzzau4, Massimo Labra5, Paola Mariani6, Ilaria Re7, Ronald Hardy8, Roberto Anedda4, Ivo Zoccarato1, Fabio Albino Madau9, Brunella Arru9 & Pietro Pulina9

1Dept. Agricultural, Forest and Food Sciences, University of Turin; 2Zooprofilactic Experimental Institute of Piedmont, Liguria and Aosta Valley, Turin; 3Dept. Biotecnology and Life Sciences, University of Insubria, Varese; 4Porto Conte Ricerche, Alghero (SS); 5Dept. Biotecnologies and Biosciences, University Milano-Bicocca, Milano; 6Parco Tecnologico Padano (PTP), Lodi; 8Italbiotec Consortium, Milano; 7Italbiotec Consortium, Milano; 8Aquaculture Research Institute. Idaho University, Hagerman, Idaho, USA; 9Dept. of Agriculture, University of Sassari (SS).

AGER II– Project 4F: Fine Feed for Fish

In mangimistica, la disponibilità, il costo, la sicurezza e la sostenibilità delle proteine sono parametri fondamentali per soddisfare la crescente domanda di proteine di origine animale.

Le convenzionali fonti proteiche utilizzate (farina di pesce, farina di estrazione di soia) sono sempre più oggetto di critiche poiché ritenute poco sostenibili da un punto di vista ambientale.

Negli ultimi anni l’impiego degli insetti quali fonti proteiche alternative in alimentazione animale ha destato crescente interesse. Recentemente, la Comunità Europea ha autorizzato l’uso delle proteine prodotte a partire da alcune specie di insetti nei mangimi destinati all’acquacoltura (Reg. (EU) 2017/893).

La FAO attribuisce alle farine di insetto una forte valenza di sostenibilità. Se confrontate alle fonti proteiche vegetali, la loro produzione richiede meno risorse (acqua, suolo) oltre ad avere un apporto proteico superiore sia in termini quantitativi che qualitativi (apporto di aminoacidi essenziali). Inoltre, numerose ricerche hanno evidenziato come le fonti proteiche vegetali sia responsabili di reazioni negative sulla morfo-fisiologia dell’intestino.

Le ricerche effettuate finora suggeriscono come le farine di insetto rappresentino una valida alternativa alla farina di pesce o alle fonti proteiche convenzionali nei mangimi per l’acquacoltura e come esse possano diventare una materia prima sostenibile per il futuro della mangimistica.

Tuttavia, restano tuttora irrisolte numerose problematiche legate al loro uso, tra le quali:

1) il completo controllo della produzione su larga scala, che consentirà una effettiva riduzione dei prezzi attualmente non competitivi con le convenzionali materie prime. Infatti, attualmente i prezzi delle farine di insetti risultano superiori ai 2 – 3€/kg;

2) la possibilità di usare diverse tipologie di substrati (economici e disponibili in grandi quantità) nel rispetto del paradigma dell’economia circolare;

3) la produzione di farine aventi un livello qualitativo costante (fattore fortemente dipendente dalla tipologia di substrato utilizzato per l’allevamento degli insetti), requisito indispensabile in mangimistica.

Il progetto AGER 4F, intende passare in rassegna lo stato dell’arte e verificare le prospettive concrete di sviluppo della produzione e del mercato dei mangimi a base di farine di insetti in acquacoltura.

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