Gennari Lorenzo

#acquacoltura

Biologo, BIVI Srl

Sessione: ALLEVAMENTO DEI MOLLUSCHI: TECNOLOGIE E INNOVAZIONI

Progressi e limiti dell’ostricoltura in mare aperto

Dopo 10 anni di sperimentazione in diverse realtà del territorio nazionale, l’ostricoltura comincia a contribuire in modo costante e crescente alla produzione nazionale di molluschi bivalvi. Questo comparto produttivo costituisce, di fatto, un’opportunità di diversificazione negli impianti di mitilicoltura e trova sempre più spazio nelle acque lagunari. Se la possibilità di avere seme di schiuditoio anche per l’ostrica piatta sarà confermata nei prossimi anni, la produzione, che per ora riguarda solo l’ostrica concava, potrebbe estendersi rapidamente all’ostrica piatta.

Per consolidare i risultati acquisiti negli ultimi anni, è necessario uno sforzo notevole sotto il profilo della ricerca edegli investimenti. Purtroppo la fragilità del settore della molluschicoltura, e della mitilicoltura in particolare, con notevoli limiti socio-­‐economici (scarsa redditività), ambientali (cambiamenti climatici) e amministrativi, non consente di fare progressi rilevanti in tempi brevi. Un progetto di ricerca applicata, che possa coinvolgere tutte le aziende che già allevano e vendono ostriche, permetterebbe di porre le basi per migliorare la qualità del prodotto e per definire strategie concrete di promozione del prodotto italiano. Iprogetti FEAMP, per la loro dimensione regionale e per l’assenza di fondi per la ricerca applicata, non costituiscono una risposta idonea a quest’esigenza. I progetti Europei di maggiore respiro non accolgono la dimensione nazionale e sono molto complessi e dispersivi. Serve una strategia su scala nazionale.

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