Mazzone Stefano

#acquacoltura

Product Manager, Responsabile Uff. Tecnico Scientifico in S.I.T.A. S.r.l.

Sessione: SANITÀ E ACQUACOLTURA: SEMPRE PIÙ OPPORTUNITÀ

Disinfezione UV in acquacoltura: la tecnologia, lo stato dell’arte, i campi applicativi, validazione e certificazioni internazionali

La disinfezione delle acque mediante radiazione ultravioletta, trova sempre maggiore applicazione nel campo della pescicoltura. Durante le fasi di coltivazione, movimentazione e processo, l’acqua deve essere senza (o quasi) microorganismi e senza sottoprodotti di disinfezione. La radiazione UV (principalmente nella lunghezza UV-C 253,7 nm) disinfetta l’acqua dai microorganismi modificando il loro DNA inibendo i processi di divisione e replicazione cellulare.

Questo processo non modifica le qualità chimico/fisiche dell’acqua e incrementa il tasso di sopravvivenza dei pesci. All’atto pratico si evitano i disinfettanti chimici, si riduce il consumo di antibiotici e/o altre medicine e si possono ridurre i ricambi d’acqua (evitando di scaricarne il nutrimento).

Da quando il mondo della pescicoltura ha recepito questi vantaggi le applicazioni UV si sono moltiplicate. Da prima gli acquari (privati e pubblici), poi le produzioni di mitili, le pescicolture in acqua dolce, fino alle le grandi produzioni di salmone. La tecnologia UV è usata per disinfettare l’acqua delle vasche di incubazione, di vivaio e di allevamento, l’acqua di scarico ma anche l’acqua delle vasche di trasporto delle wellboat e quella di processo.

I sistemi UV si sono evoluti nel corso degli anni per adattarsi alle mutevoli condizioni operative. Dal semplice “collettore contenente lampade germicide” si è arrivati a misurare in tempo reale i parametri dell’acqua (portata, temperatura, trasmittanza UV, etc..) e i parametri di lavoro (irraggiamento, corrente e tensione di lampada, temperatura quadro e collettore UV, etc..); implementarli in un software e reagire regolando il sistema (potenza delle lampade e frequenza dei cicli di pulizia). Tutto ciò per rispettare il grado di disinfezione richiesto. I collettori UV si sono adattati alle esigenze modificando materiali (acciaio, HDPE, duplex etc..) e forme (U, Z, L e cross flow). Le lampade sono diventate più potenti, efficienti e durevoli; i quadri completamente integrabili e controllabili dai sistemi SCADA che gestiscono l’intero processo della pescicoltura.

Il moltiplicarsi dell’uso dei sistemi UV ha portato alla necessità di validarne l’efficacia di disinfezione. Il paese precursore è stata la Norvegia. Il Ministero Norvegese ha definito il regolamento del 20.02.97 (con modifiche del 2011) sulla disinfezione delle acque di alimentazione e delle acque reflue derivanti da attività legate all’acquacoltura. Questo prevede che la validazione del trattamento sia in capo all’NVI (National Veterinary, Institute). L’NVI ha sviluppato la FOR 1997-02-20-192 “Regulation concerning disinfection of intake water to and waste water from aquaculture premises”. Questa normativa richiede che l’impianto UV sia validato con test biodosimetrico in laboratorio o direttamente sul campo con un test della durata di 12 settimane. La certificazione che ne deriva è stata presa come riferimento da quasi tutti i paesi del nord Europa e dal Cile.

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