Meneguz Marco

#verticalfarming

Dottore in Biologia

Sessione: COLTIVAZIONI FUORI SUOLO: LA SOLUZIONE PER I MERCATI DI OGGI

Legislazione ed allevamento degli insetti ad uso zootecnico

Marco Meneguz, Manuela Renna, Laura Gasco

Department of Agricultural, Forest and Food Sciences, University of Turin Largo Paolo Braccini, 2 10095 Grugliasco, TO Italia – AGER II– Project 4F: Fine Feed for Fish

Il regolamento n° 2017/893 della Commissione Europea, in vigore dal 1 luglio 2017, stabilisce quali siano le specie di insetti che possono essere allevate in Europa per la produzione di farine da impiegarsi in alimentazione animale, e ne autorizza il loro utilizzo nei mangimi per l‘acquacoltura.

Le sette specie di insetti autorizzate sono: mosca soldato nera (Hermetia illucens L.), mosca comune (Musca domestica L.), tenebrione mugnaio (Tenebrio molitor L.), alfitobio (Alphitobius diaperinus Panzer), grillo domestico (Acheta domesticus L.), grillo sigillatus (Gryllodes sigillatus Walker) e grillo silente (Gryllus assimilis Fabricius).

Il regolamento definisce inoltre quali siano le materie prime che possono essere utilizzate quali substrati di allevamento per i suddetti insetti. Tra di esse sono ricompresi tutti i prodotti ed i sottoprodotti vegetali già inseriti all’interno del catalogo delle materie prime e alcuni prodotti di origine animale. Sono invece esclusi tutti gli scarti di cucina, di ristorazione e le deiezioni animali.

Le due specie appartenenti all’ordine Diptera (H. illucens e M. domestica) si prestano bene ad essere allevate utilizzando sottoprodotti e scarti di lavorazione del comparto agro-industriale che presentano elevati livelli di umidità. Le due specie appartenenti all’ordine Coleoptera (T. molitor e A. diaperinus) e le tre specie di grilli, appartenenti all’ordine Orthoptera, sono invece molto più affini all’utilizzo di scarti e sottoprodotti vegetali con basso tenore in umidità.

I range ottimali di temperatura si aggirano tra i 25 ed i 30 °C, mentre umidità e fotoperiodo dipendono molto dagli stadi considerati (larva, prepupa od adulto) e dalla specie che si vuole allevare.

I sistemi di allevamento, che sono anch’essi specie-specifici, devono sottostare alle già vigenti norme di allevamento per gli altri animali da reddito e quindi rispettare il protocollo HACCP (Hazard Analysis and Critical Control Points).

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