Pastres Roberto

#acquacoltura

Professore associato, Dipartimento di Scienze Ambientali, Informatica e Statistica, Università Ca’ Foscari Venezia

Sessione: L’ACQUACOLTURA COME STRATEGIA DI SVILUPPO PER ECONOMIA E AMBIENTE

Acquacoltura intelligente: ricerca, sviluppo e produzione in risposta ai cambiamenti climatici

Speaker: Prof. Roberto Pastres1,2

Dipartimento di Scienze Ambientali, Informatica e Statistica, Università Ca’ Foscari Venezia, Via Torino 155, 30170 Venezia Mestre, Italy

2 Bluefarm S.r.l., Via delle Industrie 15, 30175 Venezia Marghera, Italy

Ricerca e innovazione sono le chiavi per migliorare la sostenibilità ambientale, economica e sociale dell’acquacoltura. A tale riguardo, il trasferimento di conoscenze tra istituti di ricerca pubblici e privati ​​e piccole medie imprese potrebbe svolgere un ruolo importante nella valorizzazione dei risultati ottenuti in precedenti progetti di ricerca e in quelli tuttora in corso. Allo stato attuale, le pratiche di gestione degli allevamenti ittici sono disomogenee, essendo caratterizzate da livelli molto diversi di tecnologie “intelligenti”: queste includono metodologie di monitoraggio innovative e strumenti di analisi dei dati, finalizzati a supportare gli allevatori nella gestione quotidiana dell’impianto, nonché a pianificare azioni a breve e a lungo termine, come quelle che possono essere richieste in risposta ai cambiamenti climatici. In questo intervento, viene descritto un approccio all’ottimizzazione della gestione di un allevamento ittico di acque interne. L’approccio si basa sull’integrazione di un insieme di modelli matematici, dati in tempo reale su parametri di qualità dell’acqua e indicatori del benessere dei pesci, da monitorare utilizzando tecniche non invasive. La sua attuazione consentirebbe ad un allevatore di ottimizzare l’alimentazione dei pesci, migliorando così l’FCR e riducendo i rifiuti, nonché ad individuare precocemente segni di stress nei pesci allevati. Dati non sensibili, registrati in tempo reale, come ad esempio la temperatura dell’acqua, possono anche essere condivisi da reti di allevatori, contribuendo così al monitoraggio dello stato ambientale dei corpi di acqua dolce.

#acquacoltura

Sessione: Allevamento dei molluschi: tecnologie e innovazioni

Zonizzazione e selezione dei siti da destinare alle attività di mitilicoltura nel mar adriatico settentrionale

Relatore: Prof. Roberto Pastres1,2

1 Dipartimento di Scienze Ambientali, Informatica e Statistica, Università Ca’ Foscari Venezia, Via Torino 155, 30170 Venice Mestre, Italy

2 Bluefarm S.r.l., Via delle Industrie 15, 30175 Venezia Marghera, Italy

La selezione di siti da destinare alle attività di acquacoltura è di primaria importanza al fine di garantire lo sviluppo sostenibile di questo settore, in conformità alle direttive e alle politiche dell’Unione Europea. A tale scopo, dovrebbero essere presi in considerazione sia aspetti legati alla produzione e alla capacità portante sociale ed ecologica dell’area, che agli usi conflittuali dello spazio marittimo. Inoltre, in questo contesto dovrebbe essere considerata anche la previsione a lungo termine di parametri ambientali indotti dai cambiamenti climatici al fine di mettere in atto strategie di adattamento per la gestione futura di queste aree.

Il presente lavoro, svolto in parte nell’ambito del progetto H2020 Aquaspace, si concentra sulla selezione di aree destinate all’allevamento di molluschi lungo la costa adriatica del Nord Ovest. L’idoneità del sito è stata valutata mediante una metodologia basata sulla Spatial Multi-Criteria Evaluation (SMCE) e il coinvolgimento dei portatori di interesse. Sono stati considerati diversi scenari di espansione dell’attività entro le 3 e le 12 miglia nautiche dalla costa. In particolare, uno scenario “business-as-usual” in cui vengono allevate le cozze è stato confrontato con uno scenario nel quale viene ipotizzata la produzione sia di cozze che di ostriche. I risultati ottenuti nei i vari scenari considerati hanno confermato che il potenziale di crescita nell’area di studio è elevato e che l’introduzione dell’allevamento di ostriche non inficerebbe il grado di idoneità per l’allevamento di mitili.

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