Il ruolo dell’acquacoltura nella conservazione e gestione delle risorse acquatiche, sia marine che di terra è fondamentale, come sempre ribadito dalla FAO e dell’Unione Europea, per preservare il patrimonio ittico mondiale, minacciato dalla pesca industriale indiscriminata. L’acquacoltura è chiamata spesso a contrastare i cambiamenti ambientali, ma si dimentica che ne è vittima incolpevole e guida la ricerca di soluzioni di adattamento: dalla gestione del regime delle acque, a quello delle specie invasive, fino alla necessità di ricollocare gli allevamenti per adattarsi al riscaldamento delle acque superficiali, passando dal problema storico dell’inquinamento antropico.
Modera: TBA
Saluti di benvenuto
Renato Pujatti, presidente, Fiera di Pordenone
Interventi introduttivi
Rappresentante Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste
Federico Pinza, presidente,AMA
Matteo Leonardi, presidente, API
L’acquacoltura e la decarbonizzazione
Intervento a cura di rappresentante della Commissione Europea
Le Zone Allocate all’Acquacoltura: stato dell’arte
Giovanna Marino, Dirigente di Ricerca, Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca ambientale ISPRA
Titolo TBA
Danilo Concu, Marine Biologist Aquaculture Area, Fondazione IMC – International Marine Centre
La produzione di biogas e biometano dai sottoprodotti e reflui di allevamento
Alessandro Chiumenti, professore, Università di Udine
10.50 – 11.30
Sezione a cura della FAO
(Workshop per la promozione delle Linee Guida sull’Acquacoltura Sostenibile)
